LA STORIA DEL TABACCO

Il primo approccio con il tabacco risale alla scoperta dell'America allorquando, nell'interno dell'attuale isola di Cuba, uomini di Cristoforo Colombo videro indigeni arrotolare foglie secche, accenderle ad un estremo ed aspirarne il fumo.

Sebbene l'osservazione fosse oggetto di meraviglia anche da parte di successivi esploratori, fu soprattutto per le proprietà medicamentose attribuite alla pianta del tabacco che quest'ultima si diffuse in Europa.
Pare accertato che essa, per la prima volta, sia stata coltivata nel giardino reale di Lisbona nel 1558 e che, dal Portogallo l'ambasciatore francese Jean Nicot (da lui il termine "Nicotiana") ne abbia spedito i semi in Francia verso il 1560.
Qui il tabacco incontrò un tale favore per le sue virtù medicinali che venne posto sotto il patrocinio della Regina Caterina dei Medici, donde il nome di Erba della Regina.
In Italia il tabacco fece la sua comparsa, più o meno nella stessa epoca, ad opera del Cardinale Prospero di Santa Croce (da cui il nome di Erba santa), Nunzio Pontificio a Lisbona. Il Sommo Pontefice che ne ricevè i semi, li affidò ai monaci dei vari ordini religiosi, i quali li misero in coltura negli orti dei conventi, cosicchè il tabacco si diffuse nel Lazio.

"IL MONOPOLIO DEL TABACCO E' NATO A ROMA"


"Gli analisti riportano erroneamente che la privativa sul tabacco fu inventata in Francia dal Colbert.
Prove inconfutabili dimostrano invece che fu Papa Alessandro VII ad inventare la tassa sul tabacco.
Il Monopolio del tabacco in Francia fu introdotto tra il 1661, anno in cui venne chiamato al Ministero delle Finanze il Colbert, ed il 1674 anno in cui si sa per certo che vennero regolamentate le tabaccherie.
A Roma la privativa sul tabacco fu introdotta da Papa Alessandro VII Chigi con i chirografi del 21 agosto e del 15 dicembre 1655, provvedimenti che rappresentano un vero record del mondo."

L'uso che si fece all'inizio del tabacco (allo stato verde, essiccato, polverizzato) fu a scopo di medicamento per numerosissimi mali, ragion per cui divenne dominio dei farmacisti.
Il suo impiego come prodotto voluttuario è successivo.
Dapprima venne adoperato per fiuto, sotto forma di polvere anche aromatizzata da aspirare nelle cavità nasali, ed a tale tipo di consumo dettero un contributo notevole le dame della buona società.
Il fumarlo provenne dall'Inghilterra nel 1590 e fece proseliti, specie nel popolino e tra i soldati, cosicchè la configurazione sociale del "vizio" si presentò diversa da quanto si sarebbe indotti a ritenere.
L'uso del tabacco ben presto degenerò in abuso e determinò la reazione dei medici che denunciarono i danni che arrecava all'organismo.
Ciò indusse Papa Urbano VIII a condannare coloro che aspiravano il tabacco in chiesa. Ma i governanti dell'epoca compresero che il tabacco poteva costituire una fonte d'entrate per le pubbliche finanze per cui, con il pretesto della tutela della salute, istituirono i primi vincoli fiscali esercitati a mezzo di appalti a privati o di monopoli gestiti direttamente.
La coltivazione del tabacco in Italia si mantenne limitata fino al secolo scorso.
A Roma la prima fabbrica pontificia di tabacco venne costruita da Benedetto XIV a metà del diciottesimo secolo in Via Garibaldi perchè potesse sfruttare, come forza motrice, il copioso getto d'acqua proveniente dalla sovrastante fontana dell'Acqua Paola, al Gianicolo.
Fu sempre Papa Benedetto XIV, fanatico sostenitore del fumo, ad abolire il 21 dicembre 1757 la tassazione sul tabacco eliminando di fatto la privativa stessa.
Da quel momento a Roma fu resa libera la semina, la raccolta e la commercializzazione del tabacco sia greggio che lavorato e fu permesso a chiunque di importare tabacchi esterni nel territorio dello Stato Pontificio senza pagare alcun tipo di dazio o gabella.
Questo portò ad un crollo del prezzo di vendita al pubblico del tabacco. Si dovette aspettare che i francesi entrassero a Roma perchè fosse reintrodotta nello Stato Pontificio la privativa dei tabacchi. Intanto a Roma il consumo del tabacco era cresciuto in modo esponenziale. La fabbrica di Via Garibaldi divenne quindi presto inadeguata alle esigenze produttive dello Stato.
La produzione venne allora suddivisa in diversi altri edifici in città.
In vari periodi furono adibiti a manifattura tabacchi il monastero delle Domenicane di Santa Caterina a Magnanapoli, il convento delle Convertite presso la chiesa di S. Maria Maddalena al Corso, il convento delle Terziarie Francescane vicino alla chiesa di S. Margherita in piazza Apollonia, il convento dei Francescani annesso alla Chiesa dei SS. Quattro in Trastevere.
A metà del secolo scorso, la produzione di tabacco era suddivisa in tre diverse manifatture: nel convento di S. Margherita si produceva il tabacco da fiuto, nell'ospizio di S. Michele si producevano i sigari forti, ed infine nei locali attigui a Santa Maria dell'Orto si realizzavano i sigari leggeri.
Finalmente nel 1859 la Regia Pontificia dei Sali e Tabacchi, costituita nel 1854,ottenne l'autorizzazione a predisporre un progetto di costruzione di una grande manifattura.
L'incarico di redigere il progetto fu assegnato all'architetto camerale Antonio Sarti.
Nel 1860 iniziarono i lavori e come sede fu scelto il terreno attiguo alla chiesa di S. Maria dell'Orto.
La grande manifattura di tabacco era sostanzialmente gi¦ pronta nel 1863.
La ricorda l'iscrizione "PIUS IX OFFICINAM NICOTIANIS FOLIIS ELABORANDIS A SOLO EXTRUXIT. ANNO MDCCCLXIII" presente sul fronte dell'edificio che oggi affaccia su piazza Mastai.
Attualmente il bel palazzo è sede della Direzione Generale dell'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato.

La bella fontana della piazza, opera dell'architetto Andrea Busiri Vici, è stata restaurata nel 1996 sotto la direzione della Sovrintendenza delle Belle Arti del Comune di Roma, grazie al sostegno finanziario della Federazione Italiana Tabaccai, che ha sostenuto per intero i costi dei lavori.
Lo sponsor è ricordato da una scritta alla base di un colonnotto della fontana.

Con l'unificazione del Regno d'Italia ed una legislazione unica della produzione il nostro Stato divenne il primo produttore continentale di tabacco.
Da allora al 1970, anno di abrogazione del monopolio della coltivazione e del commercio del greggio, l'esercizio del monopolio dei tabacchi, è stato gestito direttamente dallo Stato nella figura di organismi diversi che si sono succeduti:
1862-1868 Direzione Generale delle Gabelle
1868-1883 Regia Cointeressata
1884-1927 Direzione Generale delle Privative
1928- Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato

Il Parlamento ha approvato la trasformazione dell'AAMS in "Ente Tabacchi Italiani", un ente pubblico economico, in vista della successiva trasformazione in Spa.

(articolo tratto dal "La voce del Tabaccaio")